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July 26 La sabbia del tempoDove mi trovo? Apro pian piano i miei occhi. Devo abituarmi a quest’oscurità. Comincio a scorgere delle forme confuse. Una fioca luce avvolge un grande spazio oscuro, privo di un orizzonte ben definito. Sento le mie dita che sfregano qualcosa di arenoso. Sono sdraiato su un manto di sabbia fredda e sottile. Comincio ad orientarmi. La mia mano destra, in cerca di punti di riferimento, tocca qualcosa di gelido. Credo sia vetro. E’ certamente del vetro, un vetro limpido ma infrangibile, mai stato toccato prima. Forse mi trovo qui da sempre. Guardando oltre vedo tante gigantesche clessidre fluttuanti, che racchiudono altrettanti uomini. Non credo ai miei occhi. All’interno di alcune di esse, la sabbia cade molto velocemente. In altre, scorre molto più lentamente, dando quasi l’impressione di esser ferma. Lo spazio attorno è vuoto, e predomina un silenzio tagliente, quasi percepibile dall’udito. Mettendo bene a fuoco mi rendo conto che tutti quegli individui sono inermi. Dormono tutti, in un atmosfera notturna e di pace angosciante. Non credo si siano mai svegliati. Solamente alcuni tengono gli occhi aperti. Uno di loro mi fissa con uno sguardo colmo di angoscia ma allo stesso tempo di ammirazione. Forse vuole dirmi qualcosa. Magari che non è da tutti aprire gli occhi. Ma sembra rimpiangere di averlo fatto. Forse perché è difficile guardare il tempo che passa senza poter far nulla per impedirlo. Meglio farlo però, sembra dirmi. Meglio non illudersi che non sia cosi, vorrebbe potermi dire. Un altro sembra volersi riaddormentare per sempre, ma sembra non farcela. Sento un brulichio sul mio collo. E’ altra sabbia, che scende dall’incavo che sta a metà tra le due componenti di quell’enorme orologio a sabbia. Per quanto scenda lentamente, non c’è modo di fermarla. Ogni granello cade inesorabilmente ed irreversibilmente su di me. Alcune clessidre sono unite tra loro. Esse Galleggiano vicine unite da una forza invisibile, ma che sembra indissolubile. Alcuni dormono ancora, altri tengono gli occhi aperti. Chi non dorme all’interno di quegli insiemi, sembra felice. Ad un tratto si sente un rumore assordante. Un suono che riecheggia nella mente per molti istanti. Mi giro a guardare. Una clessidra è scoppiata. Il vetro è in frantumi, e la sabbia avvolge una figura ormai immobile. Il suo tempo è esaurito. Ed egli era solo. Comments (20)
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