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Siamo avvolti da velluto opaco, adatto a celare la nostra immagine. Immagine scomoda e sovversiva, ma non stereotipabile come tutte le altre. Una cicatrice maledetta è impressa a fuoco nella nostra anima, simbolo che porta a noi ingiurie ,insulti e critiche alquanto bigotte e singolari. I nostri principi sono solamente nostri, e di nessun altro. Sappiamo perché osserviamo, osserviamo per capire.
Siamo sott’acqua anche noi, ma sogniamo di dominare l’aria, che come noi è materia impalpabile, che tende all’infinito. Ma queste gambe pesano troppo per spiccare il volo. Chiunque di noi sa il perché, nessuno lo attua, molti si accontentano. Ma volare all’unisono con l’universo è il vero senso della vita, più veritiero che avere l’impressione di farlo nell’oceano.
Mi domando se anch’io ci riuscirò. Una foglia in balia del vento del destino, ricolma di serenità, sentimento difficile da domare, se non in questo modo. Invoco l’essenza dell’incoscienza e del coraggio, della passione e degli ideali, che mi pervadano le vene e pulsino nella mia anima.
Gli sguardi persi nel vuoto, ecco come ci riconosciamo…
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