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Cresciuti assieme, io e te, come fasci di luce intrecciati e luminosi. Anche in tristi momenti, un gioco o una carezza cancellava il tormento, e rimpiango il tempo sprecato altrove, chissà dove.
Ricolmo di gioia e voglia di vivere, la stanchezza non era un ostacolo, Niente lo era, pur di gioire e di splendere. Anche se non sembra possibile, sorridevi e me lo sussurravi.
Robusto, forte ed autorevole, attiravi a te invidie e sorrisi, che attraverso il tuo nome divenivano orgoglio per me, Come la luce bianca che diviene arcobaleno attraverso un diamante.
Quella mattina non giacevi più in quel suolo divenuto arido. Eri altrove, a correre spensierato e leggero nei tuoi luoghi prediletti. Ed eri anche nella mia mente, che resterà sempre la tua casa, quando lo vorremo.
Le stelle possiamo vederle anche quaggiù, ma a differenza di quelle situate in cielo, voi non vi spegnete mai, eterne e sfavillanti nel cuore di chi avete acceso più volte. Tu interrompevi in modo unico il noioso silenzio.
Le foglie secche imitano i tuoi passi, Il vento sembra celare i tuoi sospiri, La desolazione emula i tuoi silenzi.
Ciao Argo, resterai sempre il primo, e quando il dolore diverrà un intramontabile ed eterno ricordo, potrò sorridere al tuo pensiero…
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