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May 11 Le origini dell'esserePuntualmente quando guardo le stelle nel cielo, mi viene in testa una domanda fissa: ma da dove arriva tutto cio? Cosa c'era in principio? Da quando esiste tutto cio che esiste? Insomma parte un meccanismo a catena, una successione esponenziale di domande a cui so che mai potrò dare risposta (io come chiunque). Guardando l'infinito si capisce di essere veramente piccoli. Anche se piccoli non è proprio la parola più adatta da utilizzare. Piccolo è un granello di sabbia rispetto a noi. Ebbene noi non siamo semplicemente piccoli come un granello di sabbia siamo ancora più piccoli rispetto all'enormità dell'universo. Matematicamente parlando siamo "trascurabili". Ovvero rispetto a tutto l'essere o la materia, se si vuole parlare filosoficamente o scientificamente, siamo insignificanti. Se si prende come sistema di riferimento l'umanità un uomo può risultare anche abbastanza importante (destino a parte). Ma se consideriamo la totalità delle cose esistenti anche il più importante degli uomini diventa trascurabile. Questo concetto mi fa paura. Perchè sminuisce tutte le sensazioni, le emozioni o le esperienze che proviamo durante tutto il nostro percorso. E poi che tormento non poter dare risposte. Da sempre l'uomo con l'aiuto della ragione cerca di spiegare qualcosa che è inspiegabile. Certo lodo chi ci ha provato, ma mi dispero sapendo che non posso constatare chi ha ragione e chi no. Neanche la nostra scienza ci è arrivata (e ci arriverà?). Il demiurgo, il plasmatore, il Dio o il big bang. Chi? Chi o cosa ha creato, plasmato o trasformato cio che c'era all'origine? E poi cosa c'era? Il nulla o il tutto? Domande su domande. E tutte suscitate dalla visione del cielo notturno tempestato di stelle. Una stella a volte è solamente luce ormai. Questo rende un po l'idea della nostra piccolezza. Inutile tormentarsi credo. Purtroppo il confine tra domandarsi e tormentarsi è molto labile. Però credo che interrogarsi su certe questioni, per quanto sia fine a se stesso, aiuti ad elevare il nostro spirito fino alle stelle più sperdute, alle comete più lontane o ai pianeti più bui. Per qualche istante quindi possiamo essere vicini a quell'enormità che tanto ci fa paura. Comments (3)
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