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Seduto su uno scoglio, guardo il mare di notte. Le onde vanno e vengono, d’altronde è cosi da sempre. La Luna è di fonte a me, e brilla, come se non fosse mai stanca di osservare qualcuno che riflette davanti al lei. Il suono delle onde mi porta a chiudere gli occhi, a rilassarmi, a far si che i ricordi, le immagini ed i pensieri, si facciano sempre più nitidi. E’ incantevole, come la più soave delle melodie. Una melodia eterna, che non può stancarti mai e poi mai.
Penso a tutte le mie colpe. Tutti sbagliano, ma forse io in particolar modo. Ma poi penso a tutte le scuse date, che quasi eguagliano le colpe. E mi sollevo, come una foglia al vento. Mentre c’è chi resta incollato al suolo, senza neanche rendersene conto. Essendo quasi convinti che una prigione d’asfalto possa volare. Penso a quelli che anche grazie a me sono cambiati. In loro spesso, vedevo un po’ di me. E ne ero orgoglioso. Penso a tutto l’affetto che mi hanno regalato. Abbracci infiniti, sorrisi rassicuranti. Non sarei mai potuto cadere nel vuoto, perché c’eravate voi a riprendermi. E adesso mi rattristo al solo pensiero di vedervi li, in un pozzo buio, a piangere di nascosto. A fare finta di nulla. Immaginando che il freddo sia calore, e che le delusioni siano gioia. Ho provato a farvi aprire, ma siete ormai dei forzieri sigillati e vuoti.
Penso a chi aveva paura di perdermi, e adesso ha paura di ritrovarmi. Perché farlo vorrebbe dire cambiare di nuovo tutta la sua vita. Mai sarete come il fuoco, vivo e rassicurante donatore di allegria. La novità vi spaventa. Il cambiamento vi spaventa. Forse anche il miglioramento vi spaventa. Perché non avete mai avuto orizzonti. E mai ne avrete. Resterete li, ad osservare quella grande montagna che delimita la vostra vita. Senza sapere cosa poteva esserci li dietro.
Penso a chi ha voluto arbitrariamente deludermi. Penso a chi si era stancato di me. Sono quelli più vigliacchi, ma che almeno hanno preso una decisione, e non l’hanno subita. Non posso che auguravii il meglio. Ogni tanto vi penso e sorrido. Non mi fate rattristire. Perché voi, seppur pavidi, non avete mai rinnegato il passato.
Goccia su goccia, amarezza su delusione. Non posso controllare il flusso dei miei pensieri. Non posso autoimpormi di non pensare siete ricordi che riaffiorano in mente. La cosa che mi fa più male è la convinzione della vostra spensieratezza. Come fate a non pensare? Come fate ad accontentarvi? La vita è una continua voglia di ampliarsi, non di ridursi. Ma nonostante ciò, sento ancora qualcosa. Vedo ancora del buono. Sorrido guardando la città di notte, mi emoziona camminare la sera per la città, assaporando sul viso la sensazione di una leggera brezza calda, che quasi mi accarezza.
Sorrido nel ricordare. Addio speranza. Sono consapevole che i ricordi sono ormai tali. Ma non vi rimpiango. Perché è giusto cosi. Se qualcuno avrà rimpianti, quello non sono io. Riesco ancora a percepire fiducia, stima ed amore. La vita è fatta di tante piccole cose, che cambiano insieme a te. Non c’è più posto per voi. E per chi c’è ancora, voglio dire che la fiducia si deve mantenere. E vi prometto che non vi deluderò. Ma soprattutto, non deluderò me stesso. |