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Vite longeve, come il bagliore delle stelle,
segnate da sofferenza e dolore.
Pareti nere ricoperte dai rovi, pungenti e ormai familiari.
Saluti predefiniti, come abitudini imposte.
La tua guancia di carne su una di ferro,
rari abbracci spigolosi e lapidari.
Sorrisi superflui, che provocano dolore sul volto,
come lame di ghiaccio penetrate sulle gote.
Le pupille ristrette, si abituano al grigiore del giorno.
Mai più la lucentezza del sole venne ammirata.
Mai più si pianse per la scia di una stella cadente.
Indifferenza alla vista del sangue, ammirazione per la violenza.
Quasi assuefatti all’angoscia e all’egoismo,
si frantumano i bei ricordi come polvere di marmo.
Vite brevi ed intense, come la vista di in fulmine.
Come un fiocco di neve posatosi su una mano,
come la durata dell’esistenza di una farfalla colorata,
vivendo il suo primo giorno, come fosse l’ultimo,
ed essendo cosi, inizio e fine si saldano tra loro.
Abituandosi soltanto alla cadenza del tempo.
Apprezzare per sempre, un giorno appena finito ed uno appena iniziato.
Togliendo i filtri tra i desideri e le azioni.
Assaporando colori ed accarezzando suoni celesti,
Ogni attimo è memorabile, ed impresso perennemente..
Eterna giovinezza interiore, scudo impenetrabile dell’animo.
Tutto è intriso di gioia e d’amore,
e si percepisce ogni battito del cuore.
Il tempo è relativo. Si ferma o si trascina pesante per chi soffre. Scorre in picchiata incessante per chi ama ed è felice. Mai sprecarlo. |