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September 18 La Terra, il Vento e l'AmoreOriginariamente esistevo solamente io. La terra. L’unico dei quattro elementi presente nel cosmo. Ero solo. In questo silenzio rimbombante, potevo solamente udire il suono solitario del mio passaggio. Il mio moto era quasi impercettibile. Non vi era alcuna ragione per cui io dovessi esistere, se non per il fatto che sapevo di dover essere alla base della vita. E proprio la vita crebbe sulle mie spalle. Divenni il pilastro dell’essere, il luogo sul quale il fuoco per la prima volta prese vita, come successe poco dopo all’acqua, alla luce, fino ad arrivare alla vita. Ho visto tanti cicli ripetersi. Invidiavo la capacità del fuoco e dell’acqua di mutare, e di dare e togliere la vita con tanta facilità. La luce, poteva illuminare in un istante tutto ciò che desiderava. Ero dato quasi per scontato, la mia esistenza era dovuta, e non ho mai udito una lode per la vecchia e cara terra. Sembrava quasi che la mia esistenza fosse dipendente da quella degli altri, quando casomai, era il contrario. Ma nessuno sembrava esserne consapevole. Ad un tratto, non ne ho mai inteso la ragione, fummo attratti da una forza inimmaginabile, che stava per condurci verso l’oblio. Spietato ed impietoso, il mio destino stava per compiersi. Il fuoco e l’acqua mi abbandonarono. Neanche la luce potè far risplendere quell’oscurità. Come da principio, ero rimasto solo. E come allora, stavo per scomparire. Assaporavo gia forzatamente, il sapore amaro dell’annullamento. Quando arrivasti tu. Il vento. Non ti avevo mai visto prima. Pensavo fossi li, come gli altri, ad osservare la fine che essi pensavano di aver scampato. Ammutoliti, quasi sadicamente scrutavano quell’evento mai visto prima. Non si può mai guardare la propria nascita. La fine altrui si. Cominciasti a soffiare su di me, nel tentativo disperato di salvarmi da quel triste ed inspiegato epilogo. Ci volle tanta fatica da patrte tua per mettermi in salvo. Rischiasti la vita per me, fino ad esaurirti quasi del tutto. “Perché mi hai salvato? Perché?” ti domandai. “Perché da sempre ti cerco, e adesso che ti ho trovato, non avrebbe avuto senso vederti scomparire. Io sono stato creato per te, siamo indissolubilmente legati. Lo sento. Deve essere cosi. Voglio che il mio destino sia legato al tuo.”. Da li nacque lui. Invisibile, come il vento, ma dalla forza vigorosa. Quando egli è presente, ciò che sembra un sacrificio, in realtà è l’appagamento del desiderio di alleviare l’altro da qualsiasi dolore. Il piacere di sorreggere la propria metà, di salvarla, di aiutarla. La voglia incessante di averla, pervade ogni pensiero. Anche quando la terra ed il vento si abbracciano vorticosamente, nei loro esseri, c’è un bisogno sempre più forte dell’altro. Passione irrefrenabile. Cosi impegnati a godersi il presente, da farlo coincidere con il futuro. Quasi inutile usare le parole. Non passa istante in cui non siano in simbiosi. La voglia di completarsi, e di imparare l’uno dall’altra, non si esaurisce mai. Cosi diversi, ma cosi uguali. Diverse le loro anime, complementari i loro cuori, uguale l’intensità del sentimento. Egli è l’amore. Ed è anche la vita… Comments (18)
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