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    May 09

    La mia Luna...

    Per chi come me, vive nei propri sogni

     

    Raggiungere la mia Luna, solo allora sarò sereno.
    La nostra natura è quella di migrare sapendo solo la meta.
    Non ci importa del percorso, dei pericoli, delle ferite.
    Le onde del mare scappano verso la terra, noi evadiamo al mare.

     

    Niente è stabile, tutto brucia e come il fuoco, io mi estinguerò,
    facendolo sul suolo coperto del sangue della mia vittoria.
    Amo ciò che non conosco, poiché è un possibile arricchimento.

     

    Sento pian piano le gelide catene alle caviglie sbriciolarsi,
    ma è ancora troppo presto per mettermi in cammino da uomo libero.
    Ma io almeno, non ho solide radici che mi ancorano a terra.

    March 28

    Il sogno di pochi

    Siamo avvolti da velluto opaco, adatto a celare la nostra immagine.
    Immagine scomoda e sovversiva, ma non stereotipabile come tutte le altre.
    Una cicatrice maledetta è impressa a fuoco nella nostra anima,
    simbolo che porta a noi ingiurie ,insulti e critiche alquanto bigotte e singolari.
    I nostri principi sono solamente nostri, e di nessun altro.
    Sappiamo perché osserviamo, osserviamo per capire.

    Siamo sott’acqua anche noi, ma sogniamo di dominare l’aria,
    che come noi è materia impalpabile, che tende all’infinito.
    Ma queste gambe pesano troppo per spiccare il volo.
    Chiunque di noi sa il perché, nessuno lo attua, molti si accontentano.
    Ma volare all’unisono con l’universo è il vero senso della vita,
    più veritiero che avere l’impressione di farlo nell’oceano.

    Mi domando se anch’io ci riuscirò.
    Una foglia in balia del vento del destino, ricolma di serenità,
    sentimento difficile da domare, se non in questo modo.
    Invoco l’essenza dell’incoscienza e del coraggio, della passione e degli ideali,
    che mi pervadano le vene e pulsino nella mia anima.

    Gli sguardi persi nel vuoto, ecco come ci riconosciamo…

    November 28

    Il primo in eterno

    Cresciuti assieme, io e te, come fasci di luce intrecciati e luminosi.
    Anche in tristi momenti, un gioco o una carezza cancellava il tormento,
    e rimpiango il tempo sprecato altrove, chissà dove.

     
    Ricolmo di gioia e voglia di vivere, la stanchezza non era un ostacolo,
    Niente lo era, pur di gioire e di splendere.
    Anche se non sembra possibile, sorridevi e me lo sussurravi.

     
    Robusto, forte ed autorevole, attiravi a te invidie e sorrisi,
    che attraverso il tuo nome divenivano orgoglio per me,
    Come la luce bianca che diviene arcobaleno attraverso un diamante.

     
    Quella mattina non giacevi più in quel suolo divenuto arido.
    Eri altrove, a correre spensierato e leggero nei tuoi luoghi prediletti.
    Ed eri anche nella mia mente, che resterà sempre la tua casa, quando lo vorremo.

     

    Le stelle possiamo vederle anche quaggiù, ma a differenza di quelle situate in cielo,
    voi non vi spegnete mai, eterne e sfavillanti nel cuore di chi avete acceso più volte.
    Tu interrompevi in modo unico il noioso silenzio. 

     

    Le foglie secche imitano i tuoi passi,
    Il vento sembra celare i tuoi sospiri,
    La desolazione emula i tuoi silenzi. 
     

    Ciao Argo, resterai sempre il primo, e quando il dolore diverrà un intramontabile ed eterno ricordo, potrò sorridere al tuo pensiero…

     Argo

    August 16

    Ricerche

    Ricerca continua di verità assolute
    Ogni certezza perde valore decadendo miseramente.
    Come la pioggia che cade al suolo per poi risalire verso l’ignoto,
    Eternamente mi illudo per poi sbriciolarmi.
    Comincio a preferire il dubbio alla delusione.
    Sono l’essenza del fuoco.
    Vorrei divenire immutevole nella certezza,
    Ma sarebbe come incendiare un oceano.
    Illusione.

     

    Ricerca del vecchio
    Mi chiedo come si possa aver punti di riferimento.
    Meglio forse vagare di notte nel deserto seguendo il solo istinto,
    piuttosto che venir traditi dalla propria bussola?
    Reliquie ormai rovinate: affetto ed abitudine.
    Uniche due evanescenze nello scrigno delle mie convinzioni.
    Tanto diverse tra loro, quanto usualmente incollate a forza.
    Quasi come avere la presunzione di unire amore sincerità e menzogna.
    Nausea.

     

    Ricerca del nuovo
    Unica soluzione ad un problema ormai sommerso da insolvenze obsolete.
    Vorrei scoprire continuamente nuovi Soli,
    per poter dire che quello nuovo è sempre meglio dell’ antecedente.
    Luce sulla luce. Nuove certezze che si sostituiscono ad altre.
    e non vecchie che si travestono continuamente, pur avendo lo stesso odore.
    Ormai lo conosco, lo riconosco e lo fiuto continuamente.
    Cosi da poterlo smascherare con più facilità.
    Speranza.
     

     

    Siamo come un mosaico incompleto, nel quale i pezzi mancanti sono le emozioni che vengono impresse dalle persone che ci lasciano qualcosa. Emozioni VERE. Un processo che difficilmente è completabile.

     

     

     

     

     

    June 30

    Dialogo con l'EGO

    Sono te stesso.
    Me stesso?
    Si te stesso. Il te stesso che sta dentro di te, unito al te stesso all'interno di chi ti conosce.
    Perchè sto male?
    Lo chiedo a te. Perchè stai male?
    Io non voglio stare male.
    Perchè non vuoi stare male?
    Perchè mi mancherebbe la serenità. Senza serenità non si può che stare male.
    Cosa potrebbe farti stare meglio?
    Stimoli, amore, comprensione.
    Da chi?
    Sai da chi. Dovresti saperlo. Tu sei me stesso.
    Si, io sono te stesso.
    Allora vorrei essere compreso meglio anche da te.
    Per adesso non ti capisco.

     

    Siamo diversi? Cosa ci rende diversi?
    Non tutti hanno la stessa visione di te. Neanch'io. Io sono l'unione di tutti i te stesso all'interno di chi ti conosce, più il te stesso che sta dentro di te.
    Sto sbagliando?
    Sai che io penso che tu stia sbagliando.
    In cosa?
    Nel non volere più quello che volevi prima, ne sono convinto.
    Forse hai ragione. Forse basterebbe essere sinceri con se stessi. Ma non so se si tratta questo.
    E allora di cosa si tratta?
    Non lo so. Forse di questo. Forse sono solo tue opinioni.
    Tu stai cambiando.
    Io non sto cambiando! Io sto male, male con me stesso. E quando si sta male si cambia.
    Secondo me tu sei cambiato.
    Forse. O forse sto semplicemente cercando di cambiare per superare le difficoltà della mia esistenza.
    E tu? cosa pensi del te stesso che sta dentro gli altri, cosa pensi di me?
    Io ti odio...

     

     

    May 13

    Il silenzio

    Il silenzio, pungente come una lama di ghiaccio sulla pelle

    Ermetico ed estraneo come un buio impenetrabile, mi trascina a se.
    Tento di resistere a tale forza silenziosa, cercando punti di riferimento.
    Le mie braccia si stendono, le mie mani si aprono per cercare anche solo una gelida parete.
    Sono in cerca di sensazioni fisiche per stabilire un contatto con la realtà.
    Sento l’adrenalina pulsare nelle mie vene, come l’oceano che riesce a passare attraverso un fiume.
    La mia mente cerca di produrre in modo confusionario parole vane,
    come una nuvola che si ostina a produrre vento, posso provarci, ma non riuscirò.
    Vocaboli mediocri e sconnessi, ma che rianimerebbero un barlume di interesse
    Negli occhi di chi vuole vivere in un mondo grigio e senza confronto.
    Nel disperato tentativo di trovare luoghi comuni, frasi tanto ripetute da far venire la nausea.
    Provo a stabilire un contatto sincero, ma non ricevo risposta.
    Sembra quasi che la banalità sia il biglietto di ingresso per accedere al dialogo,
    un dialogo sbiadito, come un’ombra riflessa su un muro da una luce fievole e ad intermittenza.

    Il silenzio, un’assenza di luce in un mondo troppo accecante.

    Quando il corpo diventa allergico alle parole, bisognoso solo di un abbraccio silenzioso.
    Quando si riesce a comunicare con impercettibili movimenti delle pupille.
    Quando più anime si esprimono tramite vibrazioni emozionali, invisibili ma travolgenti,
    tanto elitarie da divenire un codice incomprensibile agli occhi altrui.
    Quando due persone non possono vedersi, ma sanno già che l’altra sta sorridendo.
    Quando tutti i sensi diventano uno solo, ed i pensieri scorrono all’unisono,
    come due rondini in volo, che non comunicano, ma sanno già la loro meta.
    Talvolta indispensabile come il suolo che ci permette di camminare.
    Bellezza allo stato puro, ancora da plasmare ma allo stesso tempo già completa.
    Intenso come la gioia di una farfalla che vola nel suo primo ed ultimo giorno di vita.
    Quando penso di voler tramutare il mio affetto in parole, chissà come, chissà quali,
    e quando capiamo che non c’è parola che possa esprimerlo, se non il silenzio.
    Quando sorrido al pensiero di vedervi …

     

    Il silenzio, tanto scomodo in certe situazioni, quanto poetico in altre. Il significato del silenzio sta nella interpretazione che gli si da. Il silenzio resta sempre silenzio, ma in base a chi si ha davanti, può essere un terribile frastuono od una magnifica melodia illusionaria.

     

    April 06

    Check point

    Seduto su uno scoglio, guardo il mare di notte. Le onde vanno e vengono, d’altronde è cosi da sempre. La Luna è di fonte a me, e brilla, come se non fosse mai stanca di osservare qualcuno che riflette davanti al lei. Il suono delle onde mi porta a chiudere gli occhi, a rilassarmi, a far si che i ricordi, le immagini ed i pensieri, si facciano sempre più nitidi. E’ incantevole, come la più soave delle melodie. Una melodia eterna, che non può stancarti mai e poi mai.

    Penso a tutte le mie colpe. Tutti sbagliano, ma forse io in particolar modo. Ma poi penso a tutte le scuse date, che quasi eguagliano le colpe. E mi sollevo, come una foglia al vento. Mentre c’è chi resta incollato al suolo, senza neanche rendersene conto. Essendo quasi convinti che una prigione d’asfalto possa volare. Penso a quelli che anche grazie a me sono cambiati. In loro spesso, vedevo un po’ di me. E ne ero orgoglioso. Penso a tutto l’affetto che mi hanno regalato. Abbracci infiniti, sorrisi rassicuranti. Non sarei mai potuto cadere nel vuoto, perché c’eravate voi a riprendermi. E adesso mi rattristo al solo pensiero di vedervi li, in un pozzo buio, a piangere di nascosto. A fare finta di nulla. Immaginando che il freddo sia calore, e che le delusioni siano gioia. Ho provato a farvi aprire, ma siete ormai dei forzieri sigillati e vuoti.

    Penso a chi aveva paura di perdermi, e adesso ha paura di ritrovarmi. Perché farlo vorrebbe dire cambiare di nuovo tutta la sua vita. Mai sarete come il fuoco, vivo e rassicurante donatore di allegria. La novità vi spaventa. Il cambiamento vi spaventa. Forse anche il miglioramento vi spaventa. Perché non avete mai avuto orizzonti. E mai ne avrete. Resterete li, ad osservare quella grande montagna che delimita la vostra vita. Senza sapere cosa poteva esserci li dietro.

    Penso a chi ha voluto arbitrariamente deludermi. Penso a chi si era stancato di me. Sono quelli più vigliacchi, ma che almeno hanno preso una decisione, e non l’hanno subita. Non posso che auguravii il meglio. Ogni tanto vi penso e sorrido. Non mi fate rattristire. Perché voi, seppur pavidi, non avete mai rinnegato il passato.

    Goccia su goccia, amarezza su delusione. Non posso controllare il flusso dei miei pensieri. Non posso autoimpormi di non pensare siete ricordi che riaffiorano in mente. La cosa che mi fa più male è la convinzione della vostra spensieratezza. Come fate a non pensare? Come fate ad accontentarvi? La vita è una continua voglia di ampliarsi, non di ridursi. Ma nonostante ciò, sento ancora qualcosa. Vedo ancora del buono. Sorrido guardando la città di notte, mi emoziona camminare la sera per la città, assaporando sul viso la sensazione di una leggera brezza calda, che quasi mi accarezza.

    Sorrido nel ricordare. Addio speranza. Sono consapevole che i ricordi sono ormai tali. Ma non vi rimpiango. Perché è giusto cosi. Se qualcuno avrà rimpianti, quello non sono io. Riesco ancora a percepire fiducia, stima ed amore. La vita è fatta di tante piccole cose, che cambiano insieme a te. Non c’è più posto per voi. E per chi c’è ancora, voglio dire che la fiducia si deve mantenere. E vi prometto che non vi deluderò. Ma soprattutto, non deluderò me stesso.

    February 28

    Materia senz'anima

    Solo,  sotto un velo di stelle apparentemente immobili,

    cerco di schiodarmi dai viscosi vincoli della realtà.

    Chiudo gli occhi che bruciano a causa del fumo delle apparenze,

    mi pento di aver assistito a scene talmente artificiose da sembrare quasi visioni,

    allucinazioni utopiche ma tristemente concrete, riappaiono continuamente,

    insistendo come la luce nel buio, imperterrite, quasi a ribadire la loro tangibilità.

    Mi ferisco, ed il mio sangue scarlatto sgorga dal mio corpo,

    quel vivo colore porta il mio sguardo ad aprirsi,

    il dolore pulsa a ritmo del mio cuore, stringo i pugni e mi rassegno alla realtà.

     

     

     

    Ma una grande speranza mi consola, alimentata dalla grande fiamma che è in me,

    la sento, la vedo, mi riscalda sempre, anche tra i freddi ghiacci dell’assuefazione.

    Mi rincuoro grazie ad essa, e riesco finalmente a scompormi, e ad essere tutte le cose.

    Sono acqua che cade dal cielo, che si frantuma al suolo e si duplica,

    sono aria che da vita alla vita, e che da la possibilità alla luce di illuminare,

    sono una stella, che permette agli altri astri di ruotare.

    come il ghiaccio e le farfalle, vivo con gusto, seppur brevemente

    Provo l’eterna giovinezza per pochi e fugaci istanti,

    Ed un desiderio di ciclicità mutevole e mai uguale mi pervade.

     

     

     

    Torno a terra e mi lascio cadere, stanco ma felice.

    Adesso le vostre finte creazioni si allontanano da me, quasi terrorizzate di essere insignificanti.

    Ed anche voi lo siete. Perché vivete su paure e problemi inventati dalla vostra insicurezza.

    Alla vista di un sorriso ingenuo voi vi intristite. Non volete farle spaventare.

    Preferite aggrapparvi ad uno scoglio familiare ma affilato, e soffrire dell’acqua salata del mare.

    Una catastrofica tempesta, non è sempre una catastrofica calamità.

    A volte può nascondere il sole più bello che voi abbiate mai visto.

    Ma non avrete mai il coraggio di ammetterlo.

    Perché in molti, sono soltanto materia senz’anima.

     

     

     

     

     

     

     

    La delusione lascia segni inguaribili. Vedere alcune parti di te sciogliersi volontariamente, come un fiocco di neve che si dirige verso un raggio di luce, è davvero indimenticabile. Spero di aver affidato bene il resto del mio cuore.

     

     

     

     

     

     

    January 25

    Viaggiatori lucenti

    Guidati dalla luce del proprio riflesso nel cielo,

    gli intraprendenti viandanti splendenti d'entusiasmo,

    come impetuosi fiumi in piena, uniti attraversano stretti sentieri,

    oltrepassano interminabili cascate gelide,

    tremando nel corpo, ma scalpitando nello spirito.

     

    Non vi è meta precisa nei loro ambiziosi progetti,

    soltanto il tragitto è il loro unico traguardo.

    Come uno sciame di fuoco, frantumano anche il più impraticabile ostacolo,

    come una fiamma che spegne il ghiaccio, come la vita che soffoca la morte,

    soffrendo e gioendo delle proprie vittorie.

     

    Ma ad un tratto, alcuni di essi s'arrestano di fronte ad inerzie,

    quasi come intrappolati da scomode armature di marmo,

    come corrotti dalla loro stessa pigrizia, giacciono saldati alla terra.

    Neanche i più forti compagni riescono a rianimarli.

    Vivi, ma ormai oscurati dalla loro stessa ombra. Ma il viaggio altrui, continuerà.

     

    Costruendo una ferrea prigione a se stessi, ogni giorno più impenetrabile,

    cercando affannosamente di eliminarne ogni difetto, cosi da rimanervi in eterno.

    Volontà di sopravvivere in cattività, li pervade eccitandoli,

    al pensiero dei propri compagni, la bocca sorride, l'occhio lacrima.

    Lacrime incandescenti, che bruciano il viso di rimorso.

     

    Più volte si è offerta loro la libertà, con l'aiuto di tutte le spade unite,

    pronte a provare a scarcerarli, con sudore, sangue ed affetto, colpo su colpo.

    più volte disgustati di fronte ad un aiuto, tracotanti di indifferenza,

    sempre più affamati di solitudine, come insaziabili sanguisughe,

    gustando il proprio sangue, grondante dalla loro anima.

     

    Dopo un'esistenza resa solitaria ed inutile, come fiori paralizzati dal gelo,

    come una farfalla gia morta al mattino, senza voglia di osservare il tramonto,

    si pentiranno di quella firma che marchiò la loro libertà.

    Chiederanno aiuto ai loro vecchi alleati, coprendosi il volto per la vergogna,

    ricordando la propria luce riflessa nel cielo.

    E rimarrai da solo...

     

    Dedicato a tutti coloro che cancellano il proprio passato, volendo volontariamente rimanere da soli. Ma, vostro malgrado, un enorme muro d'orgoglio si porrà tra voi e chi avete deluso.

    December 28

    Illusioni durature

    Illusioni durature, inizialmente lucenti,

    crollano su se stesse, come torri di gesso al vento,

    troppo alte per le nobili aspettative riposte in esse,

    troppo fragili per rifugiarvisi.

     

    Contenitori troppo angusti per riporvi segreti,

    razionalmente incapaci di regalare calore,

    irrazionalmente considerati focolari eterni,

    quando ad un tratto, un soffio impercettibile, li annienta.

     

    Senza prezzo risulta, custodirli dentro il cuore,

    tanto pregiati quanto vuoti,

    come un pozzo esaurito ricoperto d’oro,

    mi accingo ad osservarlo senza potermi dissetare.

     

    Se si cadesse nel vuoto più oscuro e tenebroso,

    sarebbero accolti dalle tue braccia, pronte a proteggerli.

    Noncurante di ogni rischio, estinguendo ogni timore,

    caricandoti molto peso, pur di alleggerirli esiguamente.

     

    Ma se fossi tu ad essere in picchiata, rivolgendo loro le tue spalle,

    nessuna mano si poggerebbe su un fuoco ardente,

    per essere certa di ricevere la stessa accoglienza.

    E, puntualmente, ogni speranza soccombe.

     

    Difendendo la loro anima con la tua, usando come scudo il tuo cuore,

    lottando per loro, soffrendo con loro, sanguinando per loro,

    Infine vederli gioire di una vittoria anche tua,

    fissando attoniti la loro indifferenza, ostentando vivacità ad estranei opportunisti.

     

    Condividendo ricchezze, tesori e segreti impenetrabili,

    Superando tangibilmente il concetto di impossibile,

    basta l’effimeratezza di ciottoli dipinti d’oro,

    per vanificare sforzi e passioni di tempi illimitati.

     

    Innumerevoli volte, pietre su pietre, ogni sbaglio è perdonato.

    Raramente un ausilio sincero viene apprezzato.

    Sorrisi contro indifferenza, abbracciando mura fredde.

    Desiderosi soltanto di affetto, si rimane arresi.

     

     

    La fiducia è un bene prezioso come il tempo e l’amore. E come tale va trattato. Parsimonia e conferme, senza queste, tutto rischia di essere apparente come una bolla d’aria istantanea. Inutile l’affetto senza fiducia e lealtà.

    December 08

    La relatività del tempo

    Vite longeve, come il bagliore delle stelle,

    segnate da sofferenza e dolore.

    Pareti nere ricoperte dai rovi, pungenti e ormai familiari.

    Saluti predefiniti, come abitudini imposte.

    La tua guancia di carne su una di ferro,

    rari abbracci spigolosi e lapidari.

    Sorrisi superflui, che provocano dolore sul volto,

    come lame di ghiaccio penetrate sulle gote.

    Le pupille ristrette, si abituano al grigiore del giorno.

    Mai più la lucentezza del sole venne ammirata.

    Mai più si pianse per la scia di una stella cadente.

    Indifferenza alla vista del sangue, ammirazione per la violenza.

    Quasi assuefatti all’angoscia e all’egoismo,

    si frantumano i bei ricordi come polvere di marmo.

     

     

    Vite brevi ed intense, come la vista di in fulmine.

    Come un fiocco di neve posatosi su una mano,

    come la durata dell’esistenza di una farfalla colorata,

    vivendo il suo primo giorno, come fosse l’ultimo,

    ed essendo cosi, inizio e fine si saldano tra loro.

    Abituandosi soltanto alla cadenza del tempo.

    Apprezzare per sempre, un giorno appena finito ed uno appena iniziato.

    Togliendo i filtri tra i desideri e le azioni.

    Assaporando colori ed accarezzando suoni celesti,

    Ogni attimo è memorabile, ed impresso perennemente..

    Eterna giovinezza interiore, scudo impenetrabile dell’animo.

    Tutto è intriso di gioia e d’amore,

    e si percepisce ogni battito del cuore.

     

     Il tempo è relativo. Si ferma o si trascina pesante per chi soffre. Scorre in picchiata incessante per chi ama ed è felice. Mai sprecarlo.

    November 07

    Scintille inestinguibili

    Rari fili dorati intrecciati ad enormi matasse opache,

    speranzosi di essere notati. Preziose unicità.

    Come coriandoli d’estate, trasportano originali utopie.

    Chimere che diventano reali, solo perché create da essi.

    Unicità talvolta insabbiata nel profondo,

    fatalità o fortuna, la portano alla luce.

    Pulsa, smaniosa di aria, immortale anche al tempo.

    Forza latente di trascinare il mondo a sé,

    sensibilità che però amplifica il dolore.

    Guide che insegnano senza saperlo, ma volendolo.

    Creta, che sagomata dallo stupore diviene un modello.

    Statue di marmo impresse nella storia.

    Istinto amalgamato alla ragione,

    elisir di saggeza eterno.

    Memorabili esplosioni di luce.

    Energia pura, attrazione magnetica.

    Scintille inestinguili in oceani solitari.

     

     

     

    Alcuni predestinati, nascono avendo dentro se una scintilla di specialità, che non può essere spenta. Coloro che hanno questo talento, hanno in se la potenzialità di cambiare il mondo e le persone…

    October 16

    Gocce di pioggia e pianeti

    Gocce di pioggia e pianeti. Granelli di sabbia e stelle.

    Perchè assegnarci a determinati ordini di grandezza?

    Tanto piccoli, ma troppo vogliosi di potere.

    Manie di superiorità o paure di  piccolezza.

    Minuscoli atomi confinati in spazi illimitati.

    Indistinguibili briciole di terra al vento.

    Relatività disarmante.

    Assolutezza invalidata in tale immensità..

    Grandi rispetto ad un fiore,

    piccoli di fronte all’oceano.

    Principi di uguaglianza sormontati da presunzione.

    Solidarietà ovvia e necessaria, sommersa dal potere.

    Corruzione che penetra nelle radici della civiltà.

    Morte termica dei cuori.

    Memorie annullate.

    Colori che determinano importanza.

    Onde di violenza in terre aride,

    bisognose soltanto d’amore come dell’acqua.

    Gli occhi si sbarrano,

    la voce si attenua.

    Gridi d’aiuto riecheggiano nel vuoto.

    Ignari e all’oscuro di rimbombare nell’ empietà.

     

    Gli uomini non sono uguali. Ma la loro dignità si. Non siamo niente rispetto all’ Universo. Se proprio vogliamo distinguerci, uniamoci.

    Riflettiamo, ragioniamo, usiamo la nostra intelligenza, come si faceva nei tempi antichi. Progrediamo senza involverci.

    Non cambierà mai nulla se non ci sarà questo filo conduttore nell’animo dell’uomo.

    September 18

    La Terra, il Vento e l'Amore

    Originariamente esistevo solamente io. La terra. L’unico dei quattro elementi presente nel cosmo. Ero solo. In questo silenzio rimbombante, potevo solamente udire il suono solitario del mio passaggio. Il mio moto era quasi impercettibile. Non vi era alcuna ragione per cui io dovessi esistere, se non per il fatto che sapevo di dover essere alla base della vita.

    E proprio la vita crebbe sulle mie spalle. Divenni il pilastro dell’essere, il luogo sul quale il fuoco per la prima volta prese vita, come successe poco dopo all’acqua, alla luce, fino ad arrivare alla vita. Ho visto tanti cicli ripetersi. Invidiavo la capacità del fuoco e dell’acqua di mutare, e di dare e togliere la vita con tanta facilità. La luce, poteva illuminare in un istante tutto ciò che desiderava.

    Ero dato quasi per scontato, la mia esistenza era dovuta, e non ho mai udito una lode per la vecchia e cara terra. Sembrava quasi che la mia esistenza fosse dipendente da quella degli altri, quando casomai, era il contrario. Ma nessuno sembrava esserne consapevole.

    Ad un tratto, non ne ho mai inteso la ragione, fummo attratti da una forza inimmaginabile, che stava per condurci verso l’oblio. Spietato ed impietoso, il mio destino stava per compiersi. Il fuoco e l’acqua mi abbandonarono. Neanche la luce potè far risplendere quell’oscurità. Come da principio, ero rimasto solo. E come allora, stavo per scomparire. Assaporavo gia forzatamente, il sapore amaro dell’annullamento.

    Quando arrivasti tu. Il vento. Non ti avevo mai visto prima. Pensavo fossi li, come gli altri, ad osservare la fine che essi pensavano di aver scampato. Ammutoliti, quasi sadicamente scrutavano quell’evento mai visto prima. Non si può mai guardare la propria nascita. La fine altrui si. Cominciasti a soffiare su di me, nel tentativo disperato di salvarmi da quel triste ed inspiegato epilogo. Ci volle tanta fatica da patrte tua per mettermi in salvo. Rischiasti la vita per me, fino ad esaurirti quasi del tutto.

    “Perché mi hai salvato? Perché?” ti domandai. “Perché da sempre ti cerco, e adesso che ti ho trovato, non avrebbe avuto senso vederti scomparire. Io sono stato creato per te, siamo indissolubilmente legati. Lo sento. Deve essere cosi. Voglio che il mio destino sia legato al tuo.”.

    Da li nacque lui.

    Invisibile, come il vento, ma dalla forza vigorosa. Quando egli è presente, ciò che sembra un sacrificio, in realtà è l’appagamento del desiderio di alleviare l’altro da qualsiasi dolore. Il piacere di sorreggere la propria metà, di salvarla, di aiutarla. La voglia incessante di averla, pervade ogni pensiero. Anche quando la terra ed il vento si abbracciano vorticosamente, nei loro esseri, c’è un bisogno sempre più forte dell’altro. Passione irrefrenabile. Cosi impegnati a godersi il presente, da farlo coincidere con il futuro. Quasi inutile usare le parole. Non passa istante in cui non siano in simbiosi. La voglia di completarsi, e di imparare l’uno dall’altra, non si esaurisce mai. Cosi diversi, ma cosi uguali. Diverse le loro anime, complementari i loro cuori, uguale l’intensità del sentimento.

    Egli è l’amore. Ed è anche la vita… 

    September 01

    Destino e fortuna

    Da sempre sono qui. Dalla mia prima alba. Non so perché. Prima di allora i miei ricordi sono vaghi. Probabilmente la mia forma e la mia essenza, in passato erano altre. Forse l’inesorabilità del destino coinvolgerà anche me. Ho visto molti altri corpi sfrecciare in questo gelido ed oscuro cielo, scontrarsi con qualcos’altro, e divenire una nuova entità, completamente diversa dalla prima.

    Non so dire da quando. Ma credo sia da troppo. Troppo tempo inerme, troppo tempo a regalare ad altri, una luce che neanche è la mia. Fondamentalmente sono oscuro. Non posso ribellarmi, neanche se lo volessi. Non posso nemmeno guardare me stesso. Posso solamente osservare il corso delle cose.

    Spero davvero che qualcos’ altro mi colpisca, per farmi ricominciare. Ricominciare a volare, ricominciare a vivere, a muoversi. Voglio dinamicità. Questa, che vita è? In balia di una forza non mia, costretto a seguire percorsi ciclici, che non sono io a stabilire. Basta un istante, una posizione favorevole, molta fortuna ed è fatta. Verrei colpito anch’io. Confido in qualcosa che piombi qui, mi sconvolga l’esistenza, e mi faccia provare emozioni. Brividi, frenesie incontrollabili, ebbrezze smanianti. Per poi essere io, magari, a sconvolgere l’arco vitale di qualcos’altro. E verrei ricordato per sempre.

    Questo è il nostro destino. Chissà se altri, come me, sperano nella fortuna scritta nel nostro futuro. O magari chissà, forse si accontentano di qualcosa di certo, piuttosto che di un fato instabile ma eccitante, che potrebbe portarci ovunque. Potrebbe anche segnare la nostra fine. Ma è un prezzo che pagherei volentieri. Troppe regole, troppe imposizioni qui, che odorano di condanna. Credo che in molti abbiano paura di mutare. Ma non posso esserne certo. Spero solamente che saranno appagati i desideri di chi vuole rinnovarsi. Forse la volontà di mutare è il segno premonitore che viene dato dall’universo a chi si tramuterà. Credo sia impresso in noi dalla prima alba.

    Qui siamo tanti. Non posso stabilire un numero preciso di soggetti. Siamo in troppi a girare attorno a questo gigantesco sole. Lo guardo con ammirazione, ma anche con paura. Lui è la mia fonte di vita e di movimento. Ma è anche la mia condanna alla ciclicità. Io invece, sono solo un piccolo satellite…

     

    Ispirato da un mio amico satellite.

    August 17

    L'angelo dalle grandi ali

    Un angelo, uno dei pochi superstiti, dai lunghi capelli dorati e dagli occhi verdi, color smeraldo, speranza, purezza, sincerità. Le sue grandi ali bianche, sembrano troppo ingenti per un essere cosi leggiadro, ma su di egli, somigliano a due nuvole quasi trasparenti. Pare quasi che ad ogni battito d’ali, si debbano dissolvere. Tanto pregiate quanto possenti. Ad ogni rintocco, difficilmente si può seguire con lo sguardo quella sagoma dorata sfuggente. Sembra quasi una piccola stella irrequieta, stanca di seguire sempre la stessa orbita, vogliosa di cambiare e di affidarsi solo all’istinto. La libertà di vivere è insita in lui, quasi fosse l’unica regola, l’unico vincolo, l’unico obbligo, imposto da egli a se stesso.

    Vola attraverso il cielo, volteggia tra le nuvole, perde quota volontariamente, arrivando rapidamente a pelo d’acqua, lasciando dietro se una scia di gocce leggere, quasi come fossero piume liberate al vento. Al suo passaggio, l’acqua sembra aria, la terra sembra sabbia, i gambi dei fiori sembrano crescere, protraendosi verso le spalle di quell’essere che semina dolcezza, delicatezza e vita. Ogni essere vivente e non, lo ammira, vorrebbe emularlo. Essere come lui, impossibile. Neanche l’immaginazione può arrivare a tanta nobiltà d’animo.

    Ad un tratto, i floridi occhi dell’angelo, si posano su un fiore argentato, collocato su una piccola nube bianca e candida. Niente l’aveva mai stupito prima ad ora. Le pupille si allargano, e le gambe, quasi tremanti, si poggiano su quel suolo vellutato. Le grandi ali bianche, avvolgono quel misterioso bocciolo, quasi come a promettere protezione eterna.

    Quando però la creatura celeste, sfiora con il palmo della mano uno dei petali di quella insolita corolla, delle lunghe radici avvolgono velocemente le caviglie dell’angelo, avvinghiandosi ad egli sempre più velocemente. Rami spinosi trafiggono le sue ali in più punti. Le sue braccia sembrano diventare degli arbusti privi di vita. In poco tempo, l’angelo, inerme, si accovaccia in ginocchio dinnanzi al fiore. Senza reagire fin dall’inizio, quasi stanco di quella libertà, ormai assaporata fino alla nausea.

    Il fiore diventa nero. E come lui, anche le ali dell’angelo. Il suo volto non è più visibile.

    Ogni tanto, da allora, una nera piuma superstite, si separa da quel corpo ormai privo di vita. Rotea in aria, lentamente, quasi piangendo. E rimpiangendo le sensazioni passate, prova a volare, a volteggiare e a perdere quota volontariamente. Ma non riesce. Non riuscirà più. A questo pensiero, diventa lentamente polvere. Sgretolandosi, e affidandosi al vento, ritiene che non possa esserci fine migliore. Spera che anche le altre piume abbiano la stessa sorte. Meglio essere polvere che rimpiangere la libertà.

     

    Perché? 

    August 04

    La cometa dell'infinito

    Una valle deserta. La terra è secca e rossastra e l’aria è afosa. Non c’è neanche un filo di vento. Migliaia di crepe sono disseminate nel suolo, aperture che sembrano chiedere dell’acqua, per divenire la culla di nuovi arbusti. Milioni di sagome grigiastre con una forma non ben definita, la consistenza di una nuvola gonfia d’acqua e senza volto, percorrono in fila indiana la medesima strada. Anime perdute ed erranti, abituate a quel percorso ciclico chissà da quanto tempo. Dopo essermi fermato ed aver perso terreno, rimasi solo.

    La pesantezza di quell’esistenza si osserva dalle loro movenze. Lo spostamento è opprimente, ogni movimento del loro corpo, trasmette pesantezza e fatica. Ad ogni passo, i loro piedi, sembrano incollarsi al terreno, prima di esserne staccati violentemente per far loro promuovere un nuovo passo. Nessuno sa il perchè di quel cammino, ma tutti quegli esseri, ormai omogeneamente amalgamati a quel terreno, non sembrano avere intenzione di fermarsi.

    Alzando la testa un cielo azzurro e limpido, costellato di nuvole bianche contraddice quell’atmosfera. Ogni qualvolta che qualcuno prova ad alzare la testa per osservare quella leggiadra ma immensa cupola che sembra dar respiro anche solamente alla vista, gli altri attorno a lui, lo trascinano a se con una rapidità non comune solitamente ad essi. Perché non poter guardare in alto? Perché non poter desiderare di nuotare in quell’abisso cosi limpido? Non mi sento parte di loro.

    Tutto ad un tratto, la terra trema. L’aria comincia a vibrare. Qualche roccia sembra quasi sgretolarsi solo per la forza di quel suono. Una cometa, penetra con forza dentro quel cielo inizialmente pacifico, e cade a due passi da me. L’impatto è devastante. Comincio ad ascendere. Prendo consistenza. Nonostante la mia densità stia aumentando, salgo sempre più velocemente. Noto che nessuno sembra essersi accorto di quella collisione. Qualcuno forse la ignora. Altri non capiscono. Altri preferiscono abbassare ancora di più il proprio capo.

    Poggio i miei piedi su una nuvola. Sono a testa in giù rispetto alla terra, ma per me è questo il senso giusto. Da qui quegli esseri sembrano cosi piccoli, quasi come dei granelli di sabbia. Una manciata di granelli di sabbia. Riesco a scorgere enormi distese d’acqua, che pian piano emergono dai propri specchi, e si dirigono a grandi gocce verso il cielo. Alcuni alberi emergono dall’acqua e crescono repentinamente a dismisura fino a superarmi. Alcune nuvole, inizialmente docili, scendono sulla terra, mischiandosi con le gocce d’acqua, quasi come se volessero abbracciarle. Il vento soffia verso il cielo, scansando le ultime nuvole rimaste. poggio sul nulla. Guardando verso il mio basso, miliardi di stelle, pianeti e satelliti. Nuovi orizzonti si aprono a me. Quegli esseri che a malapena riuscivano a camminare, non potevano scorgere questa immensa meraviglia. Erano ancorati al suolo, il cielo azzurro li divideva da tutto ciò, e non avevano neanche la possibilità o la voglia di guardare quassù.

    Non potevano sapere che l’orizzonte è solamente un luogo che ci prepara ma ci separa dall’infinito. Per arrivare a quest’ultimo, si deve incontrare la propria cometa, che ti doni la libertà di vivere. Ed io l’ho incontrata.

    July 26

    La sabbia del tempo

    Dove mi trovo? Apro pian piano i miei occhi. Devo abituarmi a quest’oscurità. Comincio a scorgere delle forme confuse. Una fioca luce avvolge un grande spazio oscuro, privo di un orizzonte ben definito. Sento le mie dita che sfregano qualcosa di arenoso. Sono sdraiato su un manto di sabbia fredda e sottile. Comincio ad orientarmi. La mia mano destra, in cerca di punti di riferimento, tocca qualcosa di gelido. Credo sia vetro.

    E’ certamente del vetro, un vetro limpido ma infrangibile, mai stato toccato prima. Forse mi trovo qui da sempre. Guardando oltre vedo tante gigantesche clessidre fluttuanti, che racchiudono altrettanti uomini. Non credo ai miei occhi. All’interno di alcune di esse, la sabbia cade molto velocemente. In altre, scorre molto più lentamente, dando quasi l’impressione di esser ferma. Lo spazio attorno è vuoto, e predomina un silenzio tagliente, quasi percepibile dall’udito.

    Mettendo bene a fuoco mi rendo conto che tutti quegli individui sono inermi. Dormono tutti, in un atmosfera notturna e di pace angosciante. Non credo si siano mai svegliati. Solamente alcuni tengono gli occhi aperti. Uno di loro mi fissa con uno sguardo colmo di angoscia ma allo stesso tempo di ammirazione. Forse vuole dirmi qualcosa. Magari che non è da tutti aprire gli occhi. Ma sembra rimpiangere di averlo fatto. Forse perché è difficile guardare il tempo che passa senza poter far nulla per impedirlo. Meglio farlo però, sembra dirmi. Meglio non illudersi che non sia cosi, vorrebbe potermi dire. Un altro sembra volersi riaddormentare per sempre, ma sembra non farcela.

    Sento un brulichio sul mio collo. E’ altra sabbia, che scende dall’incavo che sta a metà tra le due componenti di quell’enorme orologio a sabbia. Per quanto scenda lentamente, non c’è modo di fermarla. Ogni granello cade inesorabilmente ed irreversibilmente su di me.

    Alcune clessidre sono unite tra loro. Esse Galleggiano vicine unite da una forza invisibile, ma che sembra indissolubile. Alcuni dormono ancora, altri tengono gli occhi aperti. Chi non dorme all’interno di quegli insiemi, sembra felice.

    Ad un tratto si sente un rumore assordante. Un suono che riecheggia  nella mente per molti istanti. Mi giro a guardare. Una clessidra è scoppiata. Il vetro è in frantumi, e la sabbia avvolge una figura ormai immobile. Il suo tempo è esaurito. Ed egli era solo.

    July 22

    Abitudine

    Un grappolo ricco di fiori colorati. Un albero. Un immenso prato cosparso di boccioli variopinti, tutti diversi tra loro. Da ogni arbusto emergono corolle di diversa specie. Un forte vento incessante investe questo spettacolo. Un vento che da sempre tenta di far volare più esemplari possibili. Un vento forte e nobile, il cui unico scopo è quello di far provare l'ebbrezza del volo. Solo i più fortunati, i più favoriti o i più capaci potranno spiccare il volo, ascendendo velocemente verso il cielo. Ecco che una primula violacea sta per staccasi dal suo gambo, pronta alla grande svolta. Inizia a fluttuare quasi danzando, ed il suo moto è diretto dalla melodia di quell'imperiosa raffica. Sale sempre più su, verso le fresche nubi bianche. Non riesce a scorgere molti fiori volanti come lei, quando ad un tratto si congiunge con una margherita, anch'essa complice di quella rara esperienza. Insieme si abbracciano, si uniscono e volteggiano leggiadri, consapevoli dell'unicità di quell'evento. Da lontano scorgono un ingente temporale. Perchè, si chiedono, altre coppie di fiori volanti, si dirigono volontariamente verso quel cataclisma che segnerebbe la loro fine? E perchè sembrano essere rassegnati senza provare a cambiar direzione? Pochi sono i fiori destinati a volare, perchè quindi dilapidare quella fortuna?
    Abitudine.
    July 20

    Materia, Big Bang ed antimateria

    Cosa si intende per materia? Ai giorni nostri è ormai diffusa e quasi scontata la struttura della materia, composta da atomi uniti tra loro. Grazie ai mezzi scientifici a nostra disposizione, ed agli esperimenti eseguiti in laboratorio negli ultimi secoli, si è capito di cosa siamo fatti noi e l'universo che ci circonda. Ma quando nasce il concetto di materia? Com'era intesa nei tempi antichi? La concezione più antica di materia, raggruppava l'insieme delle sostanze naturali ed artificiali. Col materialismo atomistico di Democrito si fanno passi da gigante (seppur solo in campo teorico, senza riscontri empirici): egli sosteneva intuitivamente che la materia è composta da particelle omogenee ed indivisibili che differiscono tra loro per l'aspetto e la posizione reciproca. Queste sono le basi della moderna teoria atomica, la quale descrive le proprietà fisiche degli atomi.

    Più tardi, secondo Platone, la materia non viene creata, ma è plasmata dal Demiurgo, l’ ”artigiano” del cosmo. Questa concezione della materia è la prima che si accosta alla legge della conservazione della massa di Lavoisier, formulata alla fine del diciottesimo secolo, il quale sostiene che la massa non si crea né si distrugge, ma si conserva.

    Per Aristotele la materia è la possibilità di ricevere la forma, e distingue un individuo dagli altri del medesimo genere.

    Epicuro , in età alessandrina, spiegò l’universo mediante tre componenti: la materia, il vuoto ed il movimento. Questi tre concetti sono i pilastri della moderna fisica newtoniana.

    La potente ragione umana quindi, riuscì ad avvicinarsi intuitivamente a quelle che oggi sono certezze. Il ragionamento filosofico è stato alla base di quello scientifico.

    Ma da dove arriva tutta questa materia? L’universo esiste da sempre o possiamo individuare un punto di inizio? Ci sarà un istante in cui l’universo finirà?

    La teoria più diffusa e più nota riguardo le origini della materia è quella del Big bang. Essa presuppone che originariamente l’universo aveva una temperatura ed una densità pressocchè infinite (si stima che tale temperatura, misurata in gradi Kelvin, si aggirasse intorno ad un numero con trenta zeri). La forza gravitazionale, era cosi intensa, che dalle onde del campo gravitazionale, si materializzarono le prime particelle. Le forza fondamentali erano ancora unite tra loro. Ad un certo istante, chiamato singolarità, l’universo cominciò ad espandersi in poche frazioni di secondo, e tutt’ora è in corso tale processo (che dura da circa 15-20 miliardi di anni). Si prevede quindi che col passare del tempo, l’universo si raffredderà sempre più, mentre aumenteranno le sue dimensioni. Secondo Hubble, L’espansione dell’universo è rallentata dalla forza gravitazionale presente nell’universo, e favorita dalla cosiddetta energia oscura, dotata di una pressione negativa, ma non visibile né riscontrabile. Ci sarà un istante in cui questo processo di espansione si invertirà? E se dopo questa inversione, si tornasse al punto di partenza, poi ci sarebbe un nuovo inizio? Ed ancora, il nostro universo è l’unico esistente?

    In molti si chiedono cosa sia l’antimateria. Il concetto di antimateria è molto semplice: come la materia è composta da protoni, neutroni ed elettroni (che a loro volta sono composti da 6 diversi tipi o “sapori di quark) l’antimateria è costituita da antielettroni, antineutroni ed antiprotoni (anch’essi costituiti da 6 diversi tipi di antiquark). Materia ed antimateria sono identiche, ma differiscono tra loro per carica. Quindi se un elettrone ha carica negativa, un antielettrone avrà carica positiva, e cosi via per tutte le altre particelle.

    Si pensa che nei primissimi istanti del Big bang, materia ed antimateria dovessero essere in equilibrio perfetto, ovvero in quantità esattamente uguali. Questo equilibrio iniziale, si sarebbe rotto durante i primi processi di decadimento (ovvero quei processi tramite i quali i nuclei degli atomi instabili emettono particelle subatomiche per raggiungere la stabilità), durante i quali la materia prevalse sull’antimateria, formando l’universo da noi conosciuto attualmente.

    Il problema legato all’antimateria è che non c’è traccia di essa. Per pochi secondi l’antimateria può essere sintetizzata in laboratorio. E’ possibile che nell’universo esistano ammassi di antimateria? Potrebbe esistere un “mondo alla rovescia” costituito da antimateria? Quello che è certo è che se una particella di materia ed una di antimateria si scontrano tra loro, annichiliscono e liberano una grande quantità di energia. Ciò potrebbe essere utile all’uomo per produrre energia? O tale scontro potrebbe portare alla fine dell’universo? Quesiti che scopriremo solo avendo fiducia nel progresso scientifico, ma che potrebbero segnare una svolta per la nostra razza. Ad esempio potremmo esplorare l’universo o scoprire nuovi mondi. Piccola curiosità: attualmente abbiamo individuato solamente il 10% della materia che deve esistere nell’universo. Il restante 90% viene chiamato massa mancante o materia oscura. In determinati punti dell’universo, sappiamo che c’è massa perché riusciamo a vedere i suoi effetti gravitazionali, ma tale massa non emette alcuna radiazione elettromagnetica, con conseguente mancanza di luce. Per spiegare tali fenomeni, si sono formulate le ipotesi dei buchi neri, delle nane bianche e delle nane brune.

    Avete le idee un po’ più chiare adesso?